Pietrafitta Umbria – Dicembre 2016

 

Pietrafitta, Umbria. Costeggio luce sfocata di un lago immobile: sembra un’istantanea in bianco e nero intrisa di nebbia e inverno.

Saliamo in macchina verso la collina umbra a Pietrafitta (PG), dove incontriamo la spontaneità di una giovane donna che ci apre le porte del suo inaspettato quanto caloroso sorriso.

Lei è Clelia della Casa dei Cini che gestisce l’azienda agricola insieme al fratello Riccardo; agronoma lei, enologo lui.

Ma l’arte del vino è di famiglia perché sia il nonno Bonaventura che il papà Aristide hanno sempre fatto il “vino buono”.

E così in una mattina che profuma di neve entriamo nella Casa dei Cini, ci accomodiamo accanto al camino e subito ci sentiamo parte della famiglia (e ogni volta che mi capita di vivere questa sensazione il mio cuore strizza gli occhi di felicità).

Clelia annuncia che Filara (il suo bianco) e Malandrino (il rosso più giovane) sono andati a ruba.

Noi abbiamo la fortuna di degustarli e comprendiamo il motivo del loro successo.

         

Le etichette disegnate dall’illustratore Sualzo. I vini sono cortometraggi!

“Quando ne vale la pena l’attesa è solo un prepararsi alla bellezza”

Filara mi ha riportato all’atmosfera di un tango in una sera di giugno sotto un pergolato con accanto una vigna ancora calda di sole. ”Ultimo amore” di Capossela la colonna sonora di questo vino, giallo paglierino con riflessi verdolini – non filtrato. 50% Ghechetto e 50% Manzoni Bianco. Un grande calore in bocca, profumi di fiori bianchi, frutta esotica e un piacevole sentore di oliva e terra con un retrogusto amarognolo sul finale. una delicata carezza che diventa un abbraccio seducente. E aspettiamo il suo ritorno sulla scena non appena sarà nuovamente disponibile.

Malandrino è un vino birichino come il nome che porta. La sua etichetta mi conduce al Barone Rampante e così Malandrino gioca a rincorrersi e a nascondersi tra gli alberi per ritrovarsi essenza stessa della vigna. Ciliegiolo, Aleatico, Foglia Tonda e Malvasia Bianca. Un bel rosso porpora con dei riflessi violacei che ne denotano la giovinezza e la gioia di vivere. Profumi di frutti piccoli rossi.Al palato freschissimo con una bella nota alcolica. Da apprezzare nella sua gioventù come vino semplicemente genuino. Da degustare con un sottofondo di Paolo Conte mentre inciampa nella sua scanzonata Gong-ho!

Borgonovo. E’ un vino caldo, intenso, profondo. Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Ciliegiolo. Due anni in botte grande di rovere e un anno di affinamento in bottiglia.Un rosso pieno con degli splendidi riflessi rubino. Al naso sentori di sottobosco, con una bella frutta matura, confettura di ciliegia, pepe, cannella, tabacco con un floreale secco molto odoroso. In bocca sapido con una bella freschezza e un tannino che il tempo saprà rendere ancora più felpato. L’etichetta è un doveroso contributo alla passione dei vignaioli fotografata nell’attimo della potatura quando ci si avvicina con garbo e rispetto alla vite per prepararla ad accogliere la vita che verrà.

Clelia ha voluto portarci in vigna…toccare la terra…respirare i profumi che l’inverno gelosamente custodisce… e vederla così felice e pura nella sua collina tra le viti e gli uliveti mi ha donato un senso di pace e di bellezza.

Il vino non è mai semplicemente vino.