L’Erta Di Radda si trova poco lontano da Radda in Chianti.Il navigatore vi condurrá senza problemi e l’intero tratto verso il produttore é asfaltato.Il vialetto di ingresso e’di terra battuta ma corto e poco scosceso quindi di facile percorribilitá anche con una berlina.
I fianchi della strada che si inerpica verso il produttore lasciano esposte le sedimentazioni di galestro poco sotto lo strato superficiale di humus.
Adoro la trattazione del suolo,nel mondo del vino é davvero un universo e tra tutti gli elementi che caratterizzano il territorio per me ha semre avuto un ruolo di spicco.

Il SUOLO.Part.1

Galèstro è un nome che in geologia sta ad indicare uno scisto argilloso che si divide facilmente in solidi prismatici e diffuso principalmente sugli Appennini. Bagnato con acqua si spappola e, come tutte le rocce argillose, forma un fango scivoloso che riprende la propria durezza asciugandosi.
Il “galestro” nel Chianti è un termine tipicamente toscano che indica un ben determinato tipo di terreno, che non fa riferimento a una formazione geologica particolare; si tratta di varie tipologie di sedimenti cosiddetti “fini”, che variano dalla marna argillosa, alla siltite ed argillite e che danno origine al tipico terreno a “scagliette” o “scistoso”. Il “galestro” è comune in Chianti Classico, presente come sedimento fine praticamente in tutte le formazioni geologiche che si trovano sul territorio, dal macigno all’alberese, dalla scaglia toscana alla pietraforte ed al Sillano.

In sostanza abbiamo rocce piú o meno friabili,capaci quindi di rilasciare o no sostanze nel terreno e sono costituite da argilla,calcare e sabbia.
I suoli sono ricchi di scheletro :La presenza di scheletro drena e riscalda il terreno, rallenta la spinta vegetativa ma accentua i fenomeni di stress termo-idrici estivi, la differente natura dello scheletro (es. galestro/ alberese) incide molto e in modo diverso sulle caratteristiche organolettiche delle uve. Il SANGIOVESE ha grandissime capacità di modificare il suo comportamento in funzione dell’ambiente in cui è coltivato.

Il SUOLO .Part.2

La zona di Radda in Chianti e’collinare ed é nel Chianti la zona ad elevazione maggiore: é stata originata dal sollevamento dei sedimenti ricchi di calcare e limo collegato alle spinte generate dalla compressione tra le placche africana ed europea, in un movimento che ha poi formato tutto l’Appennino Centrale.
Ricco di Galestro I terreni hanno anche una buona dotazione in argilla (mediamente 25-30%) il che permette un ideale equilibrio tra capacità di drenaggio e ritenzione idrica.

Mi sono soffermato su questa digressione per dare un contorno del terreno presente all’Erta di Radda che si trova tra i 380 ed i 460 mslm .
Questo a mio avviso é fondamentale per capire i vini di altura del Chianti,dotati certo di buona sapiditá ma soprattutto di grande freschezza che capiremo piú avanti nella trattazione dei vini di Diego.

ERTA DI RADDA

L’ingresso é tra due grandi cipressi e conduce ad un delizioso complesso di casali interamente ristrutturati nel corso di 11 anni dal padre di Diego che vi ha dedicato i Sabati e le Domeniche.Da poco piu’di ruderi ora l’albarese sottratto ai suoli fortifica le pareti dell’abitazione di Diego,di sua moglie e delle 2 pupette.É una piccola comunitá dove vive anche il fratello di Diego che assieme al padre sono imprenditori di una societá che costruisce mobili in legno massello.
Diego opta per un percorso diverso: frequenta l’istituto agrario a Siena,inizia l’universitá lavorando presso Il Castello Di Radda ma poi abbandona richiamato verso quello che oggi é la sua realtá

Nel 2006 a 24 anni mi lancio :sapevo che aspettando non lo avrei fatto: non avevo soldi e mi ricordo quando mio padre mi accompagnó in banca: 3 ettari e 100 mila euro l’uno  con i vigneti che erano da rifare.Erano stati dati in affitto ed ho impiegato 3 anni per riportare le vigne ad una forma di allevamento adatta.

Ora il podere conta 5 ha su suolo da domare,estirpare dai macigni di alberse che non permetterebbero alle radici di spofondare Nell’ultimo scasso a meno 50 cm Diego si é trovato appunto in questa situazione:lo scasso gli é costato quanto in altre zone fare un intero ettaro vitato.

Sangiovese per il 90%,Malvasia Toscana e Trebbiano per circa il 6-7% Toscana,Canaiolo il restante.Le vigne sono allevate a guyot con interfilari a 2,5 x 0,8 m; producono mediamente 50 qli/hr.

Il Canaiolo é posizionato agli angoli della vigna:essendo piú vigoroso e suscettibile all’Oidio ha bisogno di cure tutte sue.

La conduzione in Vigna é biologica certificata:

Ho iniziato a fare bio perché lavoro da solo e qui ci vivo quindi non voglio usare sostanze che comprometterebbero me ed i miei cari.
Per concimare uso letame di pollo e trinciato che lascio fermentare in buca per due anni.Il sovescio lo ho abbandonato 3 anni fa :sono un uomo pratico e non riuscivo a farlo bene perché ci sono tempistiche esatte e se non ci stai dietro meglio non farlo.

I VINI
La maturazione delle varietá é tardiva in questa zona a questa altezza e Diego raccoglie ai primi di Ottobre.
Assembla i vini direttamente alla raccolta.

La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni e senza inoculi ad eccezione  che per la sola annata 2011 dove il potenziale alcolico era di 15 gradi:il rischio era di avere lieviti decimati dall’alcol lasciando un residuo zuccherino che poi avrebbe potuto trasformarsi in acetaldeide sotto azione di batteri acetici.

L’ERTA DI RADDA 2017: bianco- 50 % trebbiano e 50% Malvasia Toscana.Le uve sono raccolte insieme e poi diraspate.Fa 5 giorni di macerazione,successivamente pressatura delle vinacce e finisce la fermentazione in acciaio senza controllo di temperatura.

Se la fermentazione produce anidride carbonica e calore,limito l’innalzamento termico ed evito temperature elevate raccogliendo presto al mattino.

Finita l’alcolica i silos da 5 ettolitri vengono messi all’esterno a prendere freddo fino a Marzo.La feccia ancora presente che a causa del freddo precipita velocemente  viene messa in sospensione per evitare la riduzione e soprattutto per “ingrassare”il vino.
Diego e’per una taratura della solforosa:il suo biancoha 30% di solforosa libera e 80 di totale.
DUE DI DUE 2016: rosso-la storia di questo vino parte dal vicino di casa dove Diego viveva da piccolo:tale Nicchio aveva una vigna che curava come un giardino con viti miste  di Sangiovese,Canaiolo,Malvasia Toscana e Trebbiano .La vigna del 1970 era una sorta di parco giochi per Diego che e’cresciuto disquisendo di vino col suo vicino e magari se non ne fu l’artefice diretto,magari Nicchio contribuí ad avvicinarlo al suo mestiere attuale.

Quando Nicchio morí la moglie andó da Diego dicendo che suo marito voleva che Diego continuasse a prendersene cura.

Ho deciso di fare il vino come una volta :c’é Trebbiano,Sangiovese,Canaiolo e Malvasia.É dal disciplinare del 2005 che il Chianti per essere DOCG deve essere composto solo da uve a bacca nera,prima anche i bianchi potevano concorrerci.Questo é un vino semplicissimo da bere ma difficilissimo da fare.

Le varie uve sono raccolte contemporaneamente,vengono diraspate senza schiacciare l’acino.I chicchi vengono poi passati in un contenitore che verrá chiuso ermeticamente,alternando strati di ghiaccio secco per indurre una macerazione carbonica.

La fermentazione parte dentro ogni chicco e solo quando la  buccia si rompe dopo 4-5 giorni iniziano i rimontaggi giornalieri per ossigenare il vino. A quasi conclusione della fermentazione( 10 gr zuccheri) il vino e’svinato e sottoposto a “Governo Toscano”:il vino viene cioe’addizionato di acini preceentemente tenuti da parte ad appassire:questo comporta una seconda fermentazione finalizzata ad estrarre ulteriore sostanza.Il Governo Toscano dura 20 giorni con una quantitá di grappoli appassiti che sono circa il 10% di quelli utilizzati per il mosto iniziale.

La peculiaritá é che il Governo Toscano di Diego utilizza uve a bacca bianca invece che uve a bacca rossa come da tradizione.
L’affinamento é in  acciao e cemento:il  vino é umorale,profumato da sentori vegetali e ciliegia,la bevuta e’fresca e dinamica ,accompagnata da un tannino percettibile,non addomesticato ancora ma mansueto dato la bassa lavorazione sull’acino.

Indubbiamente il 30% di bacca bianca sostende questa freschezza con un 7,2 g/L di .

I miei vini giocano sulla freschezza ed e’il Galestro che dona questa acidita’.Lo stesso vitigno in un terreno a valle avrebbre un grado in meno di aciditá totale.

ERTA DI RADDA 2015-rosso.Chianti Classico: 5% Canaiolo,95% Sangiovese.Botte da 20hl non tostata per 10-11 mesi e altrettanti in barrique esauste.

Vino corposo e polposo ,un naso intenso di ciliegia e terra bagnata,in bocca generoso e caldo.Diego avrebbe voluto piú leggiadria in bocca,piú fluiditá in linea col Chianti Classico.

Personalmente ne ho goduto assai:la sua generositá gustativa e la nota di fragola in bocca,se fosse stata una cieca mi avrebbe portato su un taglio con Merlot.Apprezzo il risultato dell’annata ed un Chianti Classico che all’eleganza e leggerezza sostituisce una stretta di mano genuina ed una fragranza che non si fa aspettare,