Nell’immenso universo di vini,vitigni e produttori ci sono zone che davvero ti impressionano e la Champagne e’una di queste.

Ma andiamo per ordine,ci sono davvero molte cose da raccontare:incontri con produttori fuori dal normale,degustazioni funamboliche,luoghi paesaggi odori.Mi chiedo se e’abbastanza per racchiudere la sensazione,il contatto,il lieve aprire una porta socchiusa  per trovarci oltre colore ed esperienza.

Nei prossimi articoli descriveremo i produttori e gli assaggi.

Descriveremo  incontri con  Vignaioli per farvi vedere ,oltre la terra, la loro indole,il loro cuore,l’enorme passione e spontaneita’.

Sono Vignaioli rappresentativi di un territorio e di  una cultura di artigianalità .

Abbiamo cercato piccole produzioni ,evitato categoricamente i colossi e le grandi cantine.Abbiamo cercato produttori coerenti con la natura ed approfondito il concetto di rispetto per la zona.

Ora tuttavia vi tocca il preambolo,perche’ la caratterizzazione del territorio e’doverosa.

Il Clima

Reims e la Champagne colpiscono innanzitutto per la latitudine della zona,il Lussemburgo ed il Belgio sono ad un tiro di schioppo,siamo davvero in alto!

La zona di produzione dello Champagne è situata al limite settentrionale della coltivazione della vite (Reims si trova a 49,5° di latitudine nord, Bar-sur-Seine a 48°) e beneficia quindi di un duplice influsso climatico.

Il clima continentale è causa di gelate invernali talvolta devastanti, ma anche dell’utile soleggiamento in estate. Il clima oceanico, con temperature costantemente basse e sbalzi termici contenuti tra stagione e stagione, apporta acqua in quantità regolare, con variazioni termiche annue poco marcate.

Questi due influssi garantiscono una piovosità costante e moderata, che fornisce un apporto idrico pressoché ideale ed essenziale alla qualità delle uve. Il volume medio delle precipitazioni è prossimo ai 700 mm l’anno, ma oscilla tra 600 e 900 mm a seconda delle zone.

Durante l’intero corso dell’anno, i vigneti sono esposti alle variazioni climatiche: temono il gelo invernale (in media 1,1 giorni a temperature inferiori a -10°C, ma con picchi locali fino a 3 giorni), che può distruggere i ceppi, e anche le gelate primaverili, che spesso compromettono i germogli (nel 2003, è andato perduto il 48% del raccolto potenziale).

A giugno, pioggia e freddo, non infrequenti, possono incidere sulla fioritura e, più tardi, sull’ allegagione, provocando fenomeni di colatura o cascola (caduta dei fiori o degli acini) e acinellatura (mancato sviluppo degli acini).

L’estate porta regolarmente violenti temporali che causano dilavamento nei vigneti e si accompagnano talora a grandinate assai pericolose per pianta e grappoli (nel 2000, ben 31 episodi di grandine hanno distrutto l’equivalente di 3.000 ettari di raccolto).Anche quest’anno le gelate primaverili hanno distrutto vari vigneti.

Le Zone

La superficie vitata è ripartita in 4 principali grandi regioni(escludendo la piu’picola Côte de Sezanne) – la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des Blancs e la Côte des Bar – su cui si contano poco meno di 281.000 particelle della consistenza media di 12 are. Sono 17 i villaggi che godono storicamente della denominazione grand cru e 44 quelli classificati come premier cru. Le tre componenti principali del terroir della Champagne – clima, terreno (compresi gli strati profondi) e orografia – si combinano tra loro in modo assai particolare per dar vita a un mosaico di micro-terroir dalle caratteristiche uniche, dal quale l’esperienza di 15.000 vignaioli sa trarre solo il meglio.

 

La Côte de Sezanne ,ci manca,fuori mano per noi

La Côte de Bar,a sud di Troyes decisamente  fuori mano,ci manca

La Côte de Blanc,ce l’abbiamo

Vallée de La Marne,idem come sopra

Montagne de Reims,idem e caliamo il tris

Il Terreno

Il sottosuolo è in prevalenza calcareo, come pure calcarei sono per il 75% i sedimenti affioranti (gesso, marna e calcare propriamente detto). Questo tipo di stratificazione profonda favorisce il drenaggio e, a livello gustativo, la particolarissima mineralità di alcuni vini della Champagne. La Côte des blancs, la Côte de Sézanne e i vigneti di Vitry-le-François poggiano su strati di gesso affiorante, mentre la Montagne de Reims su gesso profondo. La Vallée de la Marne (a ovest di Châtillon-sur-Marne) e i piccoli rilievi montuosi attorno a Reims (Saint-Thierry, Valle dell’Ardre e Montagna occidentale) sono a prevalenza marnosa, argillosa e sabbiosa. Infine, la Côte des Bar (Bar-sur-Aube e Bar-sur-Seine) ha terreni essenzialmente costituiti da marne. Il gesso della Champagne è composto da granelli di calcite provenienti dagli scheletri di microorganismi marini (detti coccoliti) e caratterizzato dalla presenza di fossili di belemniti (molluschi dell’era secondaria). La sua grande porosità lo rende un vero e proprio serbatoio d’acqua (da 300 a 400 litri per metro cubo), che assicura alla pianta un apporto idrico sufficiente persino nelle estati più siccitose. Poiché il gesso trattiene l’acqua per capillarità, per assorbirla la vite deve compiere uno sforzo significativo: tale situazione provoca, durante la stagione vegetativa, un moderato stress idrico, che favorisce l’equilibrio tra i diversi acidi contenuti nel frutto, gli zuccheri e i precursori degli aromi che emergeranno nel vino che sarà.

Champagne_terreno

E’straordinario pensare che la classificazione delle zone come pure dei cru sia stata fatta storicamente in base alla sola degustazione e che poi i carotaggi abbiano realmente evidenziato diversita’geologiche e morfologiche.

La Champagne e’un universo,una grande sala da ballo per vitigni esclusivi ,non esiste lo Champagne,esistono una moltitudine di Champagne,e’questa davvero la massima espressione di cosa sia il terroir:la combinazione di elementi naturali(geografia,geologia,zona pedoclimatica e tipologia di vite) combinata con la tradizione e,passione e tecnica dell’uomo.

È stata infatti la natura del terroir a guidare la scelta dei vitigni più adatti.

I Vitigni

 

Vitigno di Pinot Noir in allegagione

Vitigno di Pinot Noir in allegagione

Champagne_vitigni

La legge del 22 luglio 1927 definisce quali sono ammessi: oggi, il pinot noir e il meunier (entrambi a bacca nera), insieme con lo chardonnay (uva a bacca bianca) sono i vitigni di gran lunga più diffusi, mentre l’arbanne, il petit meslier, il pinot blanc e il pinot gris (tutti a bacca bianca), sebbene anch’essi autorizzati, rappresentano meno dello 0,3% del totale.E noi li abbiamo trovati.

Bene,penso che ora ci siamo,andiamo dunque ad iniziare.